Una smania di uscire
e stare sull’erba,
sentire l’odore umido salire con la notte
toccando la tiepida corteccia – manca un’altra pelle -
con il merlo più sopra che canta.
Sparire dentro al buio, con i rami
e tornare nell’aurora
con il sangue fresco e riposato di linfa,
che non ricordi l’anelito, la sete,
il vuoto languore pulsante,
con il merlo più sopra che canta.
E’ il crepuscolo che tormenta
e a maggio bacia l’eterno,
e il merlo che canta fa crescere spine.
Non è giorno, non è sera
è un chiaro che inganna e smarrisce,
uno scrutare l’aria tra le fronde
tesi a una voce conosciuta,
a un passo leggero come la nebbia.
Ma non c’è altro che il merlo che canta.
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Non c’è altro che il merlo che canta
Monday, July 13th, 2009Sole
Wednesday, April 30th, 2008Sto ferma al sole
lasciando che secchi e inaridisca
i miei pensieri. Starò qui
finchè sarà rimasto
solo il letto asciutto e crepato.
Così il vento ci passerà sopra
senza smuovere altro che un po’ di polvere.
E che non piova:
tornerebbe solo una molle distesa di fango.
Nube
Tuesday, January 15th, 2008Quella nube sboccia
come un fiore minaccioso dall’orizzonte,
malvagia. E il cielo si ritrae
atterrito e livido, non può fermarla.
La guarda, e anche se è malvagia,
è bella.
Sotto di lei i più tristi pensieri
non avranno paura di uscire
perché non c’è l’azzurro sereno
che li stupisce e li rende muti.
Mattina d’ottobre
Sunday, December 2nd, 2007Sa di bagnato
e brani di lieve foschia
celano pietosi le foglie
già un po’ sbiadite.
Presto si sveleranno i rami scuri.
Ascolto il silenzio
fragile
che intride ogni anfratto
e non è difficile
pensarlo su per il pendio,
fino a quelle rocce umide del fiato del mattino.
Mi colma la mia meschinità
e grava sull’anima insaziabile
l’essere prigioniera di un altro tempo.
Tornerò anche domani
per essere lambita dalla forza impalpabile
da cui ogni volta
è più lento allontanarsi.
E vorrò essere sola
e fingermi betulla
aspettando che la foschia mi celi.
Estasi
Tuesday, November 27th, 2007La nuvola è trafitta
dal raggio del sole e col primo vento
sarà dissolta. Pure la pietra
sotto l’acqua chiara, non sfugge
alla luce che la segna nitida.
Anch’io mi offro al sole
e il mio corpo è fermo come la pietra.
Ma il pensiero si sfà
e aleggia attorno
come nuvola in agonia.
Foglie
Monday, November 26th, 2007Foglie
Quando l’uomo ti ha stancato
cerchi la compagnia delle foglie.
A loro non importa ascoltare,
sanno solo il vento.
La loro vita è breve
ma la invidi, perché fatta
di pioggia e di luce,
come il torrente chiaro dove si specchiano.
Così, satura di ogni cosa
che l’uomo dice o fa, cerco rifugio
nella luce verde delle foglie che, calme,
si fanno toccare dal sole.