Ridiamo valore alla malinconia

Ci ho messo un sacco di tempo a partorire questo post: l’errore era il voler spiegare il valore della malinconia. E’ una cosa che non si può spiegare, ma che bisogna sentire, provare (“E’ difficile spiegare, è difficile capire se non hai capito già” quiz: da dove viene questa frase?). Bisogna vivere e soffrire per capire il dolore, non lo si può spiegare. Il dolore non è la malinconia, anche se molti sembrano pensarlo, ma ha in comune con essa l’incomunicabilità. Io dico dolore, o gioia, e voi capite a cosa mi riferisco perché avete sentito dolore e gioia, avete sentito qualcosa che avete etichettato come dolore e gioia. Ma benché tutti provano dolore quando picchiano il gomito contro uno spigolo e gioia quando mangiano le caramelle (alta opinione dell’uomo medio) ho paura che non tutti provino malinconia (l’etichetta “malinconia” è stata sostituita da “dolore generico”,”disagio”,”malessere”). Percepite il male di vivere? Quella sentazione che strazia, opprime il cuore ma nella quale è così piacevole languire? Dio, come faccio a spiegarlo? Il Faust, Narciso e Boccadoro, La nausea, Il posto delle fragole, percepite quella sensazione che li permea? Se si probabilmente siamo persone affini, e se capite il senso di questa frase già avete compreso quello che voglio dire. Sembra che la maggior parte della gente non provi malinconia. Peggio, sembra che sia generalmente considerata una cosa negativa. Una sensazione che è quasi dolore, che è dolore dell’animo, della vita, non sembra essere compatibile con il nostro modo di vivere. Tutti devono essere attivi, veloci, non ci si può soffermare su cose stupide come questa. Solo una contentezza ed una scontentezza superficiali sono consentite. Non sei felice? Compra il nuovo cellulare, fatti l’abbonamento sky, trovati un nuovo ragazzo, prendi la pillolina antidepressiva. Il valore, lo “spessore”, di un animo è dato dalla profondità delle emozioni che prova, che sente. Ho la sensazione che si tenda a promuovere alcune sensazioni ad emozioni, tralasciando le vere emozioni, quelle profonde, importanti. Tutto questo non fa bene alle persone, che perdono di spessore. E’ solo una mia impressione o anche voi avete notato qualcosa del genere? Ridiamo il giusto valore alle emozioni, parliamone, coltiviamole. Ridiamo il giusto valore alla malinconia, altrimenti saremo tutti così:

Arriva sul treno e si siede. Un profumo (dopobarba?) di gusto discutibile invade la carrozza. Occhialoni, scarpe color oro, capelli cortissimi tranne che sulla cima della testa, dove raggiungono l’incredibile lunghezza di due centrimetri tanto da dover essere fissati, a forma di uncino, con 1250g di gel. Tolti gli occhialoni cellulare, si scrive? Si legge? Si gioca? Si cerca solo di darsi un tono senza in realtà fare un pippa? Gli studi condotti a questo proposito non hanno ancora fornito risultati certi.

4 Responses to “Ridiamo valore alla malinconia”

  1. Roberto says:

    Bello questo argomento, stranamente era capitato anche a me ultimamente di avere questi pensieri. Posso essere quasi certo di provare anche io ogni tanto quello che definiamo malinconia, condizione che effettivamente è difficilissima da descrivere; quello che sento di poter comunicare circa la malinconia è un misto di pienezza, armonia con tutto ciò che mi sta intorno e, paradossalmente per tantissima gente, una irrefrenabile voglia di vivere.

    Però non è facile parlarne ed effettivamente sono poche le persone a cui direi questo. Trovo che la malinconia sia una sensazione che ha molto a che fare con la percezione dell’esistenziale, una condizione mentale molto profonda.

    Certo è che probabilmente le persone in grado di provare malinconia in un qualche momento della loro giornata sono molto poche; è verissimo anche quello che dici tu Dario: malinconia è sinonimo di tristezza e dolore, di conseguenza è generalmente catalogata come una condizione negativa per chiunque. Per questo provo ora una grande sensazione di libertà nel poter scrivere: è bellissimo ogni tanto trovarsi nella condizione di provare malinconia!

    Purtroppo da questo punto di vista la società si sta avvicinando ad una situazione di non ritorno (o per lo meno questa è la mia sensazione). Certamente una persona in grado di provare malinconia non è adatta alle attuali logiche economiche.

  2. Dario says:

    Siamo di quelle persone che ogni tanto dovrebbero incontrarsi

  3. Andrea says:

    provo malinconia, non vorrei essere banale ma di solito mi capita quando guardo qualche film del genere drammatico, per le sensazioni che quest’ultimo mi trasmette, non saprei definirla a parole mie, ma in rete ho trovato alcune definizioni di questo sentimento, anche su wikipedia e credo di rispecchiarmici……so solo che più provo questo sentimento e più voglio provarlo…

  4. Dario says:

    E’ una cosa positiva provare sentimenti “fuori dal coro” ed è ancora meglio quando non si ha paura di ammetterlo e di coltivarli ;)

Leave a Reply