futuro…?

E’ già da un po’ che sono qua con una domanda che inizia a farsi sempre più pressante, e che credo passi per la testa a tutti, più o meno concretamente. E cioè: cosa faccio della mia vita?
Guardo gli altri e mi viene da chiedermi, ma loro come hanno fatto, su cosa si sono basati per decidere? Il fatto e che ormai si è giunti al punto che bisogna andarsena da casa, non se ne può più, si deve andare! I problemi ovviamente sono tutti di tipo pratico e sono una gran scocciatura.
E a questo punto mi viene un’altra domanda, cosa ho fatto l’università a fare? Bè, mi è servita per capire che in realtà ciò che mi piacerebbe non è per nulla legata ad essa, e per imparare un po’ di cose. Mi è servita a prendere tempo e, credo, a chiarirmi le idee. Al liceo ero convintissima che avrei fatto ricerca, ma dopo aver visto che sanguisuga sia ho cambiato idea. Intanto tutto quello che vedevo attorno mi dava i brividi: gente che non faceva altro che essere dinamica ad attiva dalla mattina alla sera, che abitava in una casetta a schiera se andava bene attorno ai 30 anni, che faceva le vacanze in qualche villaggio, o che finiva il lavoro a casa, gente che sacrificava una chiacchierata per fare qualche altra stronzata, palestra e fretta e milioni di cose da fare -perchè, per chi?- e fretta e fretta. No no, così non va bene, mi sono detta e ci siamo detti col Dario. La gente è impazzita ed è contagiosa, ma noi dobbiamo stare attenti! Attenti a poche cose in fondo, ma senza le quali come farei? Non sono cose che si possono elencare e spiegare, anche quello di prima era solo una lista, sono cose che si percepiscono.
Poi alla laurea di una mia amica, una ragazza che mi era seduta a fianco mi ha detto: “Oh Daria! Non so cosa fare della mia vita!”. E le ho detto: “Bè, non stai facendo la specialistica? Sarà per qualcosa no?”, “Non lo so… Aspetto… Vedrò…”. Penso che la maggior parte delle persone vada avanti così: medie, liceo, si va all’università perché si fa così e poi in qualche modo ti trovi ingarbugliato in un lavoro, se sei in coppia fai il mutuo ed esci di casa, se no stai con i tuoi e a 35-40 contiunuano a chiamarti “ragazzo”… no no, così proprio non va bene!
In casa sono ironici con me, mi dicono chissà cosa vuoi fare, alla fine non è che ci siano molte scelte, vedrai vedrai… Brividi!!!
Io NON LO SO cosa voglio fare, è tutto molto confuso, solo pochi ganci da cui mi rifiuto di staccarmi. (Mi viene in mente la poesia di Montale “Non chiederci la parola”: “…Codesto solo oggi possiamo dirti,/ ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.”).
Voglio finire questa università che mi succhia inutilmente il cervello; voglio andare via da casa con il Dario; vorrei un lavoro manuale che permetta di seguire ritmi umani e poco più.
Ma siccome così sarebbe troppo facile la mia mente si scinde spesso in due parti contrastanti. Una parte mi dice: sì sì, vai e fregatene, hai già 24 anni, parti e gira il mondo anche senza soldi, qualcosa salta fuori, vai e fai la vaccara, vivi come ti piace, in ogni modo di fame non muori e almeno ci avrai provato! L’altra parte: pensaci bene, magari se fai la specialistica un bel lavoro lo trovi, in fondo la ricerca ti ha sempre attirata, magari riesci a fare tutto e bene, ti divertiresti, faresti qualcosa di utile della tua vita, sarebbe un ambiente stimolante, non si esce di casa senza una piccola sicurezza finanziaria, lo sai… E si va avanti così. Ultimamente la seconda voce è debolissima, ma non è che per questo taccia. E così uno aspetta, procrastina, ma no, ma sì, un po’ ci si mette il caso e track! qualcosa succede…
Ma voi come ve la cavate? Come avete fatto o come fate? A me questi pensieri portano via molto tempo in rimurginamenti, soluzioni geniali, depressioni, arrabbiature and so on.
Al liceo dicevo: chissà fra 10 anni cosa farò? Ne sono passati 6 e sto facendo sempre la stessa cosa: studiacchio e penso! Non è che non ci sia nulla che mi interessi, anzi, forse il problema è che sono troppe! Non lo so… A mia mamma piace dire che volere è potere (ma ogni tanto si contraddice dicendo che non bisogna sognare troppo). Già, almeno fossi certa di quello che voglio! Cambio idea un po’ troppo spesso, non sono una persona seria. Quindi è tutto molto difficile… e intanto ho la terribile sensazione di sprecare tempo.

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