Un dubbio comincia a farsi forza dentro me. Forse, e dico forse solo per non prendermi responsabilità, forse non si può vivere che in situazioni disagiate. Mi spiego, il doversi alzare la mattina per andare a lavorare, chiudersi nel traffico, l’apparecchio del bambino, cambiare la cucina, … questi non sono problemi reali. Da quando nasciamo a quando moriamo ci aspetta una calda e mediocre vita, nella quale avvizzire, come piante nella penombra. Prendiamo il secolo scorso, ci sono state ben due guerre mondiali: le persone morivano, soffrivano, vedevano morire persone care e rischiavano la vita. Anche senza la guerra la vita era dura, abbastanza dura da renderla unica, da poterla vivere. Uomini disposti ad attraversare l’oceano pur di migliorare le loro condizioni. Oggi in questa farsa che interpretiamo, l’unico vero atto è la morte. Probabilmente è sempre stato così, ma una volta la morte era di casa, una presenza quotidiana. Negando la morte non possiamo che negare ed impoverire la vita. I nostri genitori, la generazione precedente la nostra, è stata la prima a scambiare sguardi profondi ed esperienza di vita con un paio di pantofole. Noi ci troviamo ad essere allievi dei primi che hanno deciso per una vita comoda. Riscoprire la vita, trovare il giusto livello di rischio da correre, non è cosa facile. Abituati come siamo a pianificare tutto, a non prendere nessuna decisione senza considerarne gli effetti sui prossimi 10 anni. E se non vivessimo i prossimi 10 anni? Cornuti e mazziati, ecco come finiremo, in ogni caso. La vita è una sola, a prescindere da tutte le stronzate che se ne possano dire. Voglio morire senza rimpianti, dei rimorsi me ne fotto. Come diceva Manzoni o si è pecora e si subisce, o si è lupo ed inevitabilmente si fa del male. Vorrà dire che cercheremo di fare poco male per molto bene, se proprio ce ne frega qualcosa. Sarà questo il modo di togliere quel velo di inutilità alle cose, di renderle meno apatiche ed indisponenti? Non so, temo che bisogni forzare molto la cosa per ottenere un risultato simile… In ogni caso avere una direzione in cui muoversi è stimolante e allontana l’insofferenza, avanziamo dunque.