Non sapendo bene a quale opera concedere l’onore di aprire questa rubrica (autore italiano? straniero? classico latino?) ho pensato di seguire l’ordine con cui l’incontro sugli scaffali della mia camera. Scorro i titoli con gli occhi e il primo su cui si soffermano è il romanzo di Stendhal, che tra l’altro ho riletto da poco. Va bene, mi sembra ottimo per iniziare.
Questo sì che è un libro che tutti dovrebbero aver letto. Meraviglioso, i suoi personaggi si imprimono a fuoco nella mente. Non si può che invidiare la capacità dell’autore di delinare i caratteri, così umani. Di Julien, un po’ ci si innamora. Nella società del suo tempo (fatta di intrighi politici e clericali, di scalate al potere e ambizione – il tempo di chi?) l’autore inserisce questo ragazzo che appare mosso solo dalla sua sete di potere e che tuttavia non riesce a dominare il suo carattere così passionale che lo porterà all’unica fine possibile e immaginabile per ciò che l’autore ha voluto fargli rappresentare. Stendhal mette a nudo lati dell’anima umana che di solito si preferisce ignorare, che si sa che sono veri ma mettono un che di spavento.
Romanzo soprattutto di passioni, e di amore, ma anche ritratto non molto gentile di quell’epoca. Le frasi sono lucide e nonostante ciò nient’affatto fredde o distaccate. Forse quel certo sapore che è riuscito a dare alle pagine, viene da quella specie di fatalismo che hanno le azioni di Julien. E’ quello contro cui mi arrabbiavo leggendo, sapendo tuttavia che era giusto che fosse così.
Di sicuro è uno dei libri che mi ha più colpita e a cui penso più spesso.