Mattina d’ottobre

Sa di bagnato
e brani di lieve foschia
celano pietosi le foglie
già un po’ sbiadite.
Presto si sveleranno i rami scuri.
Ascolto il silenzio
fragile
che intride ogni anfratto
e non è difficile
pensarlo su per il pendio,
fino a quelle rocce umide del fiato del mattino.
Mi colma la mia meschinità
e grava sull’anima insaziabile
l’essere prigioniera di un altro tempo.
Tornerò anche domani
per essere lambita dalla forza impalpabile
da cui ogni volta
è più lento allontanarsi.
E vorrò essere sola
e fingermi betulla
aspettando che la foschia mi celi.

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