Una scoperta rubata

Fuori era buio. La macchina scorreva veloce la strada. Dentro era buio. Nulla solcava l’anima. Paul rifletteva. In quel modo che gli accadeva quando qualcosa lo stordiva. Gli occhi fissi sulla strada, i movimenti veloci e precisi che, anche se meccanici, godevano di una certa scioltezza. Lui era altrove. Solo una lieve striatura di nervosismo nella guida rimaneva a testimoniare la sua presenza fisica nell’abitacolo. Le luci abbagliavano il parabrezza come il suo volto, rimanendo indenni, estranee a questo strano essere ed a suoi problemi. Tornava a casa. Aveva litigato con quella che pensava sarebbe stata la madre dei suoi figli. Di averla per moglie non gli interessava molto. Nella sua giovinezza scontava la colpa di una sensibilità ed un intelligenza fuori dal comune. La strada si faceva più tortuosa e stretta, solitaria nella parte vecchia del paese che stava attraversando. Da un tratto mentre percorreva una curva e le ruote fischiavano lievemente su di un ramo tagliato contro la luna vide un gufo. E capì. In un istante era riuscito ad afferrare l’assoluto, il suo assoluto. Aveva capito il comportamento di lei, le sue motivazioni. Avevano giocato uno strano rito, ognuno legato da regole non scritte, impauriti da loro stessi. Non esisteva nessun problema, il mondo avrebbe continuato a risplendere della sua luce. Era felice, sorrise mentre tornava a guardare la strada. L’ultima cosa che vide fu l’altra auto che cercava di evitarlo cambiando corsia.

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