Io non so come sono i vostri amici, cosa fanno, o cosa fate voi, ma c’è un’osservazione che ho fatto coi miei, sui miei. Io sono sempre in parte alle varie mode o tendenze e per me il cellullare è un oggetto con cui chiamare altri, o scrivere SMS. Negli ultimi anni è stato invece indissulubilmente associato ad altre due operazioni: fotografare e filmare. Più di una volta è capitato che una mia particolare espressione o gesto suscitasse una certa ilarità, passabile rappresentazione della macchietta che è in ognuno di noi. Più di una volta mi è stato chiesto di ripetere artificiosamente la cosa per poterla filmare, per poi mostrarla all’amico che ci raggiungeva l’ora dopo. Non so voi, ma personalmente percepisco qualcosa di errato in tutto ciò. Come dice la Daria nel post su “Narciso e Boccadoro” creare e vivere sono tesi ed antitesi, e probabilmente è la mancanza della sintesi a rendere la vita così com’è. Avete mai usato la macchina fotografica (o dovrei scrivere il cellulare?) per fare qualche foto che non fosse di gruppo, con gli amici o la famiglia, ma per creare qualcosa di bello a se, che trasmettesse un’emozione? Se avete un minimo di sensibilità non vi sarete potuti non accorgere dell’enorme differenza che esiste tra il vivere, vedere le cose e cercare di dargli una struttura ed un senso per catturarle. Ovviamente quando filmate i vostri amici il distacco artistico e critico che vi distanzia dalla scena è minore, ma questo non vuol dire che non esista. Voi accettate di non partecipare ad un momento per poterlo catturare, l’amico che arriva l’ora dopo accetta di non partecipare ad un altro momento di vita per vedere il vostro filmato, e io mi sento triste. E poi com’è falso! Mio Dio!