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	<title>Rerum Vulgaria &#187; 1972</title>
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	<description>Una raccolta di pensieri, idee ed esperienze</description>
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		<title>Mimì metallurgico ferito nell&#8217;onore, 1972</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jun 2008 16:25:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daria e Dario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Film]]></category>
		<category><![CDATA[1972]]></category>
		<category><![CDATA[Giannini]]></category>
		<category><![CDATA[Lina Wertmüller]]></category>
		<category><![CDATA[Melato]]></category>

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		<description><![CDATA[Ad essere onesti ci sembrava improbabile che avremmo consigliato un film italiano &#8220;recente&#8221;. Ed invece eccoci qua, a dirvi di vedere questa ennesima prova di  Lina Wertmüller che ancora una volta dimostra di essere cruda ed imparziale nel raccontare una verità poco conosciuta, soprattutto alla nostra generazione. E&#8217; solo tramite questo tipo di film [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ad essere onesti ci sembrava improbabile che avremmo consigliato un film italiano &#8220;recente&#8221;. Ed invece eccoci qua, a dirvi di vedere questa ennesima prova di  Lina Wertmüller che ancora una volta dimostra di essere cruda ed imparziale nel raccontare una verità poco conosciuta, soprattutto alla nostra generazione. E&#8217; solo tramite questo tipo di film che ci si può fare un&#8217;idea della nostra storia recente di cui nessuno parla volentieri. Come al solito grandissimo Giannini.</p>
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		<title>Il fascino discreto della borghesia,1972</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Mar 2008 21:07:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Film]]></category>
		<category><![CDATA[1972]]></category>
		<category><![CDATA[Luis Bunuel]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; stato il primo film di Bunuel che abbiamo visto. E&#8217; passato molto tempo, ma ritornano in mente vivi alcuni particolari, alcune scene. Questo significa che è un&#8217;ottimo film. Sembra quasi normale, c&#8217;è una trama che si riesce forse a seguire, ma ci sono dettagli e connessioni che mancano, ed il vostro cervello ve ne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; stato il primo film di Bunuel che abbiamo visto. E&#8217; passato molto tempo, ma ritornano in mente vivi alcuni particolari, alcune scene. Questo significa che è un&#8217;ottimo film. Sembra quasi normale, c&#8217;è una trama che si riesce forse a seguire, ma ci sono dettagli e connessioni che mancano, ed il vostro cervello ve ne sarà grato.</p>
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		<title>Solaris, 1972</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jan 2008 20:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daria e Dario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Film]]></category>
		<category><![CDATA[1972]]></category>
		<category><![CDATA[Tarkovskij]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; un film che richiede una meditazione a posteriori, perchè è intriso di significati. Ma lascia una sensazione di grandezza.
Per la cronaca bisogna dire che in Italia i primi 40 minuti (e scene successive) erano stati censurati, e quindi ci si deve procurare la versione integrale con la prima parte sottotitolata. Non servono commenti per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; un film che richiede una meditazione a posteriori, perchè è intriso di significati. Ma lascia una sensazione di grandezza.</p>
<p>Per la cronaca bisogna dire che in Italia i primi 40 minuti (e scene successive) erano stati censurati, e quindi ci si deve procurare la versione integrale con la prima parte sottotitolata. Non servono commenti per questa ingiustizia insensata, verso gli autori e verso gli spettatori.</p>
<p>Ovviamente ve lo consigliamo, alcune frasi sono da ascoltare due volte.</p>
<p>Inoltre, cercando critiche e spiegazioni riguardo al film, abbiamo trovato una definizione di arte data dal regista stesso, Tarkovskij, davvero molto interessante:<span id="more-107"></span></p>
<p><cite>“Per mezzo dell’arte l’uomo si appropria della realtà attraverso un’esperienza soggettiva. Nella scienza la conoscenza umana del mondo procede lungo i gradini di una scala senza fine, venendo successivamente rimpiazzata da sempre nuove conoscenze su di esso che sovente si confutano a vicenda, in nome di verità oggettive particolari. La scoperta artistica, invece, nasce ogni volta come un’immagine nuova e irripetibile del mondo, come un geroglifico della verità assoluta. Essa si presenta come una rivelazione, come un desiderio appassionato e improvviso di afferrare intuitivamente tutte in una volta le leggi del mondo – la sua bellezza e il suo orrore, la sua umanità e la sua ferocia, la sua infinità e la sua limitatezza. L’artista le esprime creando l’immagine artistica che è uno strumento sui generis per cogliere l’assoluto. Per mezzo dell’immagine si mantiene la percezione dell’infinito dove esso viene espresso attraverso le limitazioni: lo spirituale attraverso il materiale, lo sconfinato grazie ai confini”. L’arte e la scienza, dunque, costituiscono “un mezzo per appropriarsi del mondo, uno strumento per conoscerlo, sul cammino del movimento dell’uomo verso la cosiddetta “verità assoluta”. Ma “la somiglianza tra queste due forme di incarnazione dello spirito creativo dell’uomo” ha termine nel punto in cui “l’arte non è scoperta, ma creazione”. Così, la verità nell’“attività positivistica, pragmatica, rimane a noi celata”, per rivelarsi invece nell’arte, in quanto “simbolo universale”.<br />
“ E’ erronea la via per la quale si è avviata l’arte contemporanea, rinunciando alla ricerca del significato della vita in nome dell’affermazione del valore autonomo della persona. La cosiddetta creazione comincia ad apparire una sorta di eccentrica occupazione a cui attendono personalità sospette che affermano il valore intrinseco di qualsiasi atto personalizzato. Ma nella creazione la personalità non si afferma, bensì è al servizio di un’altra idea generale e di ordine superiore. L’artista è sempre un servitore che si sforza per così dire di sdebitarsi per il dono che gli è stato concesso come una grazia.”<br />
Tarkovskij</cite></p>
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