Città di Castello è il giro di boa del nostro viaggio: prima ci muovevamo verso il nuovo, ora andiamo verso casa (sigh!). La strada verso Firenze è un sali scendi da montagne-colline boscose, con curve larghe e morbide. Siamo nel Casentinese. Il tratto è piuttosto lungo e arriviamo a Firenze solo alle due. E’ ora di mangiare, siamo a Firenze, perché non usare i 50 euro di bonus ed assaggiare la famosa fiorentina? Sapendo che passavamo di qui tutti ce l’avevano consigliata. Il cielo è nero, non vogliamo prenderci l’acqua, ma la fame vince ed entriamo in un ristorante. Per qui non lo sapesse la fiorentina è un’enorme braciola di mucca fatta ai ferri. Siccome minimo deve essere 6-7 etti, è così spessa che all’interno è al sangue. Il modo migliore di impiegare il bonus, una goduria. La carne è succosa e saporita, tenera all’inverosimile e l’abbiamo accompagnata con un quarto di rosso della casa che era la morte sua. Comincia a tuonare così rinunciamo al dolce e partiamo. Uscendo da Firenze ci lasciamo dietro una pioggierellina sottile sottile e puntiamo verso Lucca, passando per Prato. Non ci fermiamo in nessuna delle due, ed arriviamo direttamente a Pistoia. Qui cerchiamo un ufficio informazioni, per trovare un campeggio dove pernottare. Arrivando ci siamo fermati in quello che doveva essere il centro, mica a caso, ma non c’era nessuno. Le poche persone a cui abbiamo chiesto di un ufficio informazioni ci hanno guardato strano. Quindi ripartiamo in direzione Modena. Iniziamo a salire gli Appennini e le ore di luce scarseggiano. Comincia a sentirsi il freddo, quindi l’opzione campeggio è esculsa, anche data l’ora. Cerchiamo un b&b, ma ci va male (del tipo: nel primo non c’era nessuno tranne un tipo che ci guarda con uno sgurado truce e l’altro sembrava un ricovero per vecchi). Seguendo un cartello “Ufficio informazioni turistiche” ci perdiamo su per i monti. Arriviamo in un paese-ricovero: ci sono solo vecchi in vacanza, devo averli portati fin qui perché da qui non se ne possono andare. Ovviamente l’ufficio è chiuso e torniamo indietro. Alla fine arriviamo a San Marcello Pistoiese, rassegnati a pagare a caro prezzo una stanza in un albergo. Il primo a cui chiediamo è pieno ma ci indica il “Poggiolo”, poco distante. Ci fermiamo per comprare qualcosa da mangiare per cena. La Daria va a vedere per una stanza, e -che bello!- ci sono quattro centauri tedeschi che la cercano a loro volta! Questo le fa decidere che è il posto giusto! Parcheggiamo con loro e ci chiedono se abbiamo bisogno di di una mano con i bagagli. La camera è bella, grande e, dopo due settimane di campeggio, comoda e calda. La sera facciamo un giro nel paese, San Marcello Pistoiese: è durato dieci minuti. Il posto è bello, tipico paesino di montagna. Il mattino è freddo e piove, ma dopo un’abbondante e curata colazione (durante la quale ad uno dei tedeschi squilla la suoneria del cellulare: Sweet home Alabama!). Salutiamo i tedeschi e partiamo alla volta dell’Emilia.