E furono i bollini…

Abbiamo cominciato a pensarci a marzo, maggio… presto comunque. Fare una vacanza in moto mi seguiva in sordina dall’adolescenza, penso, da quando il motorino rappresentava l’indipendenza. Poi un paio di anni fa ho cominciato a pensare a come i mezzi di trasporto hanno cambiato la nostra vita. Una volta ci si muoveva, a piedi, a dorso di mulo o sul classico caretto e ci volevano giorni per percorrere distanze che noi copriamo in ore. Io, come tanti, studio a Milano ed ho un buco laggiù. Mi ha fatto tristezza vedere che nella mia testa ho ben chiara la zona dove sono nato e quella dove studio, ma ignoro tutto quello che c’è in mezzo. Potrebbero essere a 2 ore di macchina o di areo e sarebbe la stessa cosa. Quando vado e torno mi muovo tra due isole che galleggiano in un mare di buio. E’ naturale che sia così, ma non sono convinto che sia desiderabile. Mi piacerebbe sapere cosa c’è in mezzo, i paesi, le strade e le montagne che portano da un posto all’altro. Viaggiare in macchina e, meno, in treno isola dall’ambiente che si attraversa. Quando vai in moto invece senti gli odori, la temperatura dell’aria ed il rumore dei luoghi in cui passi. Ho pensato che sarebbe stato divertente fare una vacanza “itinerante” in cui fare tutti i giorni 100-200 km, al posto di fare la classica andata e ritorno e trovare nuovamente il buio tra casa e destinazione. La botta finale l’ha data Kerouac con “On the road” (Sulla strada), che se fa venire voglia di viaggiare ad uno pigro, uno che già di suo ha idee sbarazzine lo prende e lo mette in strada. Quando abbiamo deciso di farlo non avevamo nemmeno la moto, la moto adatta almeno, ma ho trovato la Guzzi. Era proprio quello che cercavo bicilindrica, media cilindrata, leggera, maneggevole, un po’ custom e d’epoca: un amore. L’itinerario era ancora “facciamo il giro d’Italia” ma poi l’abbiamo affinato decidendo dove fermarci e quanti giorni fare. In vero stile vagabondaggio si è deciso per tenda e campeggio. Ma forse più della cosa in se’, ci interessava vedere come l’avremmo sentita. Se quel fremito di viaggiare avrebbe veramente scacciato la noia dei giorni trascorsi nei posti noti, nei modi noti e se il realizzare quello che sembrava un sogno ci avrebbe fatto sentire dei titani, padroni di fare qualunque cosa. Prima di partire già avevo cominciato a congeniare sistemi per vivere in viaggio. Lavori, idee che permettessero e/o obbligassero a vivere girando. Speravo di trovare qualcosa di renditizzio e il cui quasi unico onere fosse muoversi continuamente da un posto all’altro. Non ancora ho trovato niente, idee? In ogni caso volevamo proprio vedere se la cosa ci piacesse e come ci avrebbe presi. Vedere se veramente le righe dei campi sono come le rughe dei vecchi che le hanno scavate ed andare, andare, sempre in moto, cotti dal sole ed asciugati dalla pioggia fino prendere i segni della strada: queste erano le linee guida (sono un vero romantico, nel senso letterario del termine, quello “nobile” :) . Alla fine siamo partiti e la descrizione del viaggio è qui sul blog. Quello che ci ha colpito di più, di quello che è successo dentro di noi, è stato che mentre eravamo lì, mentre viaggiavamo, non eravamo in uno stato di costante estasi dal susseguirsi di ansia di scoperta e scoperta. Mi ricordo nitidi alcuni momenti precisi in cui ero felice di partire il giorno dopo per fuggire i disagi di un luogo, triste di lasciare un bel posto, ansioso di vedere qualcosa che non conoscevo ed smaniante di viaggiare. Immancabilmente, per quanto fossimo stanchi ed affaticati, a cavallo della moto carica, un attimo prima di partire, e per una buona mezz’oretta dopo, eravamo proprio contenti. Ma a parte questo i problemi dell’immediato presente ti pressano e non ti permettono di volare. Avevamo l’impressione che questo tipo di cose si facciano per ricordarle con piacere poi. Ma certo eravamo più vivi di adesso, il domani era comunque un interrogativo e le cose nuove da vedere e da fare sempre tante e diverse. In ogni caso i risultati sono una grande grande voglia di partire di nuovo e un bollino da attaccare sulla moto ;)

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