A causa di vari problemi, consigliati da avverse condizioni atmosferiche, abbiamo rimandato la partenza di qualche giorno e siamo partiti una bella domenica mattina. Nelle prime ora passiamo il Ticino scendendo lungo il lago Maggiore. Basta allontanarsi sufficientemente dal fiume per notare un significativo scemare del traffico. Le strade diventano lunghe e con le montagne alle spalle cominciamo a Viaggiare. Sosta a Quinto Vercellese per mangiare. Il paese è una strada deserta costellata di automobili. Tagliamo seguendo l’indicazione municipio ed arriviamo in un posticino ai margini di una piazza, due panchine, quattro alberi. Qui incontriamo uno scooterista di Novara, che per la seconda volta era venuto per vedere gli affreschi della chiesa lì vicino e l’aveva trovata chiusa.
Si riparte. Scendiamo verso Asti, ci finiamo dentro per sbaglio ma ritroviamo in fretta l’uscita (beato palmare) e ancora più giù. Prima le montagne sono diventate campi a perdita d’occhio ed ora questi spariscono per dare vita a colline morbide. Arriviamo di buon ora al campeggio, montiamo e ripartiamo alla volta di Canelli (dove ci fermiamo solo per comperare delle cose) e, sopratutto, Santo Stefano Belbo. Abbiamo giusto il tempo di vedere di sfuggita la casa di Pavese (che è abitata) e di fare un brevissimo giro nel centro vecchio e poi dobbiamo tornare al campeggio.
Mangiamo due focaccie ed usciamo a farci un giro a piedi. La luce immediatamente dopo il tramonto è ideale per dipingere il paesaggio che si vede. La temperatura è piacevole e c’è un bel silenzio. Ci rammarichiamo di avere un giorno solo per restare.
Bisognerebbe avere almeno 2-3 giorni per comprendere il carattere di un luogo. Il giorno dopo ci alziamo alle 7.00 e per le 10.00 siamo di nuovo in strada.