Liguria

Il sole del secondo giorno di viaggio ci scopre nelle Langhe, dalle quali muoviamo in direzione Liguria. Il paesaggio si fa più montano. Tagliamo lungo una stradina secondaria che sale in quota e abbiamo modo di gustarci uno scorcio di Monferrato.

Piano piano cominciano a spuntare timidi i primi pini e ci troviamo in Liguria. Il tempo è quello tipico ligure, che ci obbliga a fermarci per indossare le cerate, a mettere al riparo il carico e poi fa poco più di due goccie. Arriviamo a Varazze e ci fermiamo un poco per riposare, mangiare qualcosa e toglierci le tute. Scendiamo lungo la costa puntando Sestri Levante. Passare per Genova è un’errore fatale: il traffico della periferia è eccessivo, ma quello del centro è da suicidio. Sembra di essere a Milano, ed in aggiunta l’aria è piena di odori pessimi. La viabilità è palesemente il risultato di uno sviluppo urbano completamente casuale. Attraversare la città ci richiede il tempo e lo sforzo di tutti gli altri km percorsi oggi. Il palmare ci lascia senza batteria, e così, non conoscendo quanti km mancano a Sestri, ci fermiamo a Chiavari. Sapevamo che c’era un campeggio, e trovato un centro informazioni vi ci fiondiamo. Montiamo ed usciamo a fare un giro e comprare delle cose. Dopo la doccia usciamo per mangiare e ceniamo con un gelato ed un kebab. Compriamo dei materassini gonfiabili in sostituzione di quelli autogonfianti che abbiamo dovuto lasciare a casa. Nonostante l’immancabile minaccia di pioggia imminente la notte passa tranquilla (scopriamo che i due giorni prima aveva fatto un casino assurdo) ma il mattino carichiamo la moto non senza difficoltà. La stanchezza accumulata comincia a farsi sentire e siamo costretti a rilegare il carico tre volte. Decidiamo di fare tappe di due giorni. L’afa diventa insopportabile e noi partiamo sfuggendo a pioggia certa (anche se in Liguria non si può mai dire).

Leave a Reply