Argentario

Ogni minimo rumore della moto solleva una leggera ansia: le candele vecchie reggeranno? Per fortuna ci porteranno fino a casa.

Rapidamente le montagne sono alle nostre spalle e puntiamo verso la costa. Attraversiamo Lucca e Pisa per arrivare a Livorno ed imboccare l’Aurelia. La giornata è davvero meravigliosa, sole, cielo limpido ed un caldo apprezzabile solo in moto. Per me l’Aurelia è come una di quelle strade dei film americani: una lingua di asfalto bollente che corre in un paesaggio brullo puntando dritta verso sud (sembra che non si possa viaggiare se non ci si muove verso sud od ovest).

Vista l’ora della partenza, i km da percorrere e l’ansia di arrivare saltiamo il pranzo senza nemmeno accorgecene. La strada scorre veloce e veniamo superati da altri centauri. Noi in canottiera ci godevano ignari l’aria, chiedendoci perché mai gli altri avessero giacche e giubbotti manco nevicasse. Ci fermiamo a fare benzina e sulla nostra pelle c’è la prova tangibile di essere due idioti: mani e braccia hanno il colore delle aragoste! E che male! Prima di ripartire ci vestiamo mestamente. Del senno di poi…

Almeno riusciamo ad arrivare prima del previsto e ci sistemiamo in un campeggio. Prima di partire avevamo calcolato: 200km al giorno, circa 4 ore di viaggio al giorno, per non stancarci facciamo una piccola sosta ogni ora. Oggi abbiamo fatto 5 ore di viaggio contro 20 minuti di sosta. Montata la tenda con fatica, cominciamo a sentirci spossati ma sopratutto affamati. Dobbiamo ancora lavarci e fare la spesa. Noooooo! Sapevamo che nel campeggio c’era un’amica di famiglia, che abbiamo conosciuto proprio lì, così passiamo a salutarla. Molto gentilmente ci invita a cena e noi accettiamo subito. Sicuramente la cena più apprezzata della vacanza.

Il posto lo conosciamo molto bene, è la terza volta che ci veniamo. La mattina sveglia presto e passeggiata sulla spiaggia.

La Daria vuole tornare a Capo d’Uomo, un posticino davvero interessante. Così andiamo a comprare qualcosa da mangiare e saliamo sul monte (Argentario). La macchia mediterranea è sempre così profumata ed il sentiero mostra un panorama sempre mutevole. Peccato che, come al solito, ci rendiamo conto di camminare su sentieri brulli, vittime del sole a picco, solo quando ci siamo in mezzo. Il vantaggio è che non c’è nessuno e si può veramente godere di quei posti. In lontananza si scorgono i resti della rocca che domina la cima. La raggiungiamo. Mangiamo focaccia fritta (!) ed un po’ di aria salmastra.

(Non tutte le foto sono di quest’anno: ci siamo limitati visto che di questa zona abbiamo già migliaia di foto)

Tornati indietro compriamo da mangiare e ci fermiano in edicola per una carta d’Italia. Prendiamo la carta e facciamo qualche metro, la Daria ha una faccia strana. Colpo di sole? No, ha trovato 50 euro! 50 euro! Incredibile… saranno il nostro bonus.

La sera dopo cena andiamo ancora sulla spiaggia per rimanere pochi minuti. Rimaniamo invece un paio d’ore ad osservare il tramonto diventare notte e la luna sparire nel mare.

La mattina immancabilmente il cielo minaccia pioggia. Smontiamo e carichiamo con un occhio sempre in alto. Tutti i campeggiatori che passano nel vedere la moto carica ci salutano. Oggi puntiamo Città di Castello.

Leave a Reply