Alla conquista della Francia

Errare è umano, perseverare diabolico: anche quest’anno vacanze itineranti in moto. Stavolta siamo andati alla conquista della Francia. E quest’anno abbiamo addirittura diffuso il contagio, convincendo un amico ad aggregarsi. Stavolta però siamo stati bravi: abbiamo un sacco di foto da farvi vedere e saremo parsimoniosi nelle spiegazioni. Si parte…

Ovviamente il percorso deve essere circolare (torniamo a casa, non scappiamo ancora), e lo vogliamo il più vario possibile. Quindi andata attraverso le Alpi e ritorno sulla costa. La prima tappa è Cuneo, l’ultimo avamposto prima della scalata. Ci mettiamo più tempo del previsto ad arrivare e siamo cotti dal sole e dal caldo. La sera giro in città.

La mattina partiamo e puntiamo il confine. Mentre cominciamo ad interpicarci verso il passo del colle della Maddalena il paesaggio diventanta man mano più bello.

La giornata è stupenda (come praticamente tutte quelle che ci capiteranno) e svalichiamo sotto un meraviglioso cielo azzurro.

A 10 km dal confine incomincia a tirare vento (forte, a raffiche, senza una direzione precisa): non ci lascierà più. Facciamo un sacco di km senza incontrare una casa e la sera arriviamo a Gap, una cittadina ai piedi delle Alpi francesi.

Da qui puntiamo la costa, cercando di rimanere a ovest di Marsiglia. Altri km senza trovare nulla e all’improvviso ci troviamo sul fondo di un canyon con pareti di roccia gialla a destra e a sinistra. Caldo, secco, vento e nient’altro: ma siamo ancora in Europa? Comunque è ora di pranzo e cercando da mangiare troviamo un paesino arroccato su una specie di faglia del colore della roccia

Più avanti il paesaggio degrada in una pianura ed arriviamo sulla costa, alla foce del Rodano, a Fos-sur-mer. Ragazzi, che schifo! Non c’è nulla, l’aria puzza di nafta e ci sono solo casette di villeggiatura. All’orizzonte pali per l’energia eolica, ciminiere e enormi strutture portuali. Probabilmente imbarcano le merci per risalire il Rodano. Scappiamo e ci rifugiamo a Istres, un paesino poco distante. Arriviamo col buio e risolviamo di mangiare qualcosa di pronto. Per fortuna, solo quella sera, facevano da alici e patatine fritte. Il cuoco si accorge che siamo italiani e, visto che siamo anche motociclisti come lui, ci suggerisce di deviare a nord, per vedere l’ancien France. Siamo indecisi ma alla fine alla mattina puntiamo di nuovo a nord. Attraversiamo il parco nazionale delle Cévennes, bellissimo

ed arriviamo a Valuéjols, un villaggio vicino a Saint Flour.

Dormiamo in albergo e la mattina partiamo per Montpellier. All’inizio siamo sull’altipiano, a 1000m di quota, fa freddo e il cielo minaccia pioggia. Poi, muovendoci verso sud il paesaggio cambia e cominciamo, in realtà finora non abbiamo fatto altro, a salire e scendere da colline e montagne. Passiamo da Millau e vediamo il famoso ponte

Avvicinandoci il paesaggio si appiattisce e diventa monotono, ma solo nel tardo pomeriggio arriviamo a Montpellier. Finalmente facciamo un bagno! L’acqua però non è un granché. Non c’è niente, piatto e vento, come sempre, quindi la mattina teliamo. Abbiamo solo una tappa da due giorni da sfruttare e non vogliamo certo bruciarla qui. Costeggiamo verso casa ed attraversiamo la famosa Camargue. Passiamo proprio in mezzo al Parc Naturel Régional de Camargue: vento, erba alta un metro, e qualche cavallo bianco. Dopo due km hai visto tutto. Per attraversare il Rodano non c’è un ponte, ma un traghetto da 45 secondi e 3 euro a moto. Marsiglia è una sorpresa piacevole, proprio come l’immaginavamo: un paesaggio chiaro, ricco di pareti bianche e la città è solare e aperta.

Qualche km dopo Marsiglia le rocce diventano rosse, è una cosa spettacolare! Ci fermiamo a la Ciotat e ci godiamo due giorni di mare, in un’acqua trasparente e gelida. La città è carina e vivace, assomiglia a tante altre località marine. Una sera troviamo un festival del Jazz, dove ovviamente suonavano Blues.

Ripartiamo con meta Saint Raphael e sulla strada ci imbattiamo nella famosissima Saint Tropez. Io, Dario, non volevo neanche scendere! Ma alla fine abbiamo fatto due passi sulla spiaggia e nel centro e ce ne siamo andati subito disgustati.

Al tramonto ci facciamo un bagno. Qui l’acqua è un po’ più calda. Ormai ci prepariamo a rientrare in Italia. Il giorno dopo puntiamo quindi Imperia. Riusciamo a fare una tappa a Nizza e a girare un po’ la città.

Attraversiamo il principato di Monaco di volata, un mucchio di grattacelli ammassati sul mare, e siamo in Italia. L’acqua è lattiginosa e comincia a pesarci il senso della fine della vacanza. Almeno però mangiamo una pizza decente!

Anche quest’anno, sulla via del ritorno, tappa nelle langhe. E’ piacevole tornare in un posto che si è già visitato. Ti da l’impressione di allargare la tua casa. E i posti qui sono magnifici. Quelle colline così morbide…

Da Asti a casa la strada è breve e monotona: risaie, pianura, risaie, pianura e poi casa, tutto quello che conosci da sempre. Probabilmente siamo stati via troppo poco perché ne avessimo nostalgia. E siamo accolti dal solito cielo grigio!

Comunque ragazzi, che bello! Non eravamo ancora tornati e già parlavamo dell’anno prossimo…

PS: prossimamente, con calma, metteremo online altro materiale sul nostro viaggio.

One Response to “Alla conquista della Francia”

  1. [...] dal nostro amico Luca, quello della vacanza in Francia, anche quest’anno sono andato alla mostra scambio di auto, moto e cicli d’epoca di [...]

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