Incominciamo da una attività tipica dei mammiferi, il gioco.
Qual’è lo sport nazionale francese? Il calcio? noo. Il ciclismo? nemmeno. Sono… le bocce!!! Già questo lo dice lunga. Perchè, sia chiaro, non stiamo parlando di tette, parliamo proprio del gioco! E’ praticato all’ossessione! Pensate che in un campeggio, una sera arriva una famigliola. Montano la tenda, montano un faretto in mezzo al viale (era circa mezzanotte) e si mettono a giocare a bocce! Mai vista tanta dedizione, come il calcio in Italia!Ah si, a proposito di divertimenti, avete presente il calcio balilla? Quel gioco con 22 omini di plastica infilzati come sullo spiedo che giocano con una palla enorme? Quel gioco dove normalmente volano insulti ed incitamenti ed anche il biliardino che, non so se lo sapete, dovrebbe stare fermo, compie roto-traslazioni anche notevoli? Perché da noi è normale: quando si gioca è chiaro che le lampadine nel raggio di 10 metri dondolino. Bhe, in Francia non è così. Cioè giocano comunque con 22 omini di plastica infilzati su spiedini che, ruotando, colpiscono una pallina, sempre di plastica, di dimensioni ridicolmente sprositate, ma ci si gioca come noi a scacchi. Eravamo in un ristorante e vicino a noi c’era un calcetto. Quattro ragazzi francesi si mettono a giocare e, niente: nessun rumore, nessun fiato. Solo ogni tanto ci giungeva il suono, attutito, della pallina che veniva colpita da o colpiva qualcosa. Ad onor del vero bisogna specificare che eravamo in un bar-ristorante e quindi magari il gestore aveva detto di non fare casino, o ancora che magari, quei ragazzi che giocavano silenziosi o concentratissimi facevano fare alla palla evoluzioni inimmaginabili. Nondimeno bisogna ricordare che una singola osservazione non può certo essere considerata un campione statisticamente significativo. In ogni caso la cosa ci ha colpiti piuttosto profondamente. Un dubbio sorge ora, che ci fa rimpiangere di non esserci avvicinati ad osservare meglio: non è che, al posto della solita pallina bianca, ce ne fosse una piccolina nera ed ogni giocatore ne avesse a disposizione altre, più grandi e che, in definitiva, usassero il biliardino per far giocare gli omini a bocce? Non possiamo pronunciarci in merito con certezza.
In generale tutti ci sono parsi gentili e ben disposti, anche di fronte a gente che di francese sa poco (Maff), ben poco (Daria), niente (Dario). L’accoppiata moto-italiano sembra fare strage di cuori francesi, tutti attacavano discorso volentieri, chiedendoci da dove venivamo, chi eravamo e dove andavamo. Come nel caso del nostro amico Gerard che ci ha convinto a stravolgere il nostro itinerario. Noi siamo stati in Francia solo 8 giorni, ma possiamo avvalerci dall’esperienza semestrale di Maff (Erasmus a Tolouse). Ad esempio sembra che i francesi si concentrino particolarmente su di un singolo hobby, mentre noi cerchiamo di fare di tutto un po’. Infatti Gerard ci ha letteralmente travolti con il suo entusiasmo, probabilmente proprio perché concentrato sul solo viaggiare in moto. E tra l’altro, sulla sola Francia, perché, cosa confermataci da Maff, i francesi amano veramente la Francia. Sembra una banalità, ma quando ci sei dentro, ti rendi conto che loro fanno una nazione, la sentono (in generale una qualsiasi cosa francese è meglio di una qualsiasi cosa non francese). Noi no, per i nostri soliti motivi socio-demo-geo-storico-economico-culturali. Non è una novità, ma la differenza, quando sei dall’altra parte del confine, si sente. Ma di sicuro una cosa dell’Italia amiamo tantissimo, esserci nati: è questa caciarosità, questa diffidenza rispetto a qualsiasi istituzione che ci permette di apprezzare veramente le altre, di apprezzare i loro cibi e costumi. Forse, per essere veri viaggiatori (di quelli che non sentono la nostalgia di casa), bisogna proprio essere Italiani.