Continuiamo a parlare a singhiozzi della Francia del sud. Parliamo delle strade e della viabilità che sono aspetti importanti e che si possono osservare bene se ti fai 300km di moto tutti i giorni. In Francia sembra non sappiano cosa siano i tornanti. Forse perché praticamente non hanno montagne tranne che sui confini, ma anche dal loro versante delle Alpi la discesa verso la pianura è lenta e costante. La pendenza è abbastanza elevata ma la strada raramente ha qualche curva stretta. Ci sono continuamente i cartelli che dicono “Utiliser votre frein moteur” e le corsie di decelerazione non le avevamo mai viste. Proprio come nei film a destra c’è una corsia che si stacca con una pendenza inferiore a quella della strada e finisce in 200 metri di ghiaia in leggera salita. A vederle tutte le volte mi chiedevo se davvero un mezzo pesante fuori controllo si sarebbe fermato in quei 200 metri. In ogni caso continuavamo a salire e a scendere: 300mslm 500mslm 650mslm 400mslm 800mslm 200mslm. Le strade comunque sono piuttosto larghe ed hanno un’ottima pavimentazione, sia le principali che le secondarie. Non ci è mai capitato di trovare una strada tutta buchi “all’italiana”. Le macchine? Appena si incontrano le prime auto dopo il confine ci si accorge che sicuramente non si è in Italia. In giro ci sono un sacco di auto che da noi sono state rottamate 10 anni fa. E non lo dico per denigrare i francesi ma per denigrare gli italiani che sono così “modaioli” che una macchina con 10 anni è vecchia. Lì ci sono macchine che ne avranno 15 e che siccome continuano a fare il loro lavoro si continuano a usare. Le indicazioni stradali sono come da noi, forse un poco meglio, ma ogni tanto si arriva a delle rotonde e non c’è nemmeno un cartello. Certo, sulle strade secondarie che facevamo noi, va bene, ma un cartello? Almeno uno? In città invece i cartelli abbondano ed il problema è la viabilità. Normalmente tutte le città hanno un anello interno a doppia corsia come succede in alcune delle nostre. Solo che lì è a senso unico! Praticamente tutte le città sono una megarotonda dove se sbagli l’uscita non c’è modo di tornare indietro. Una mattina, eroicamente, abbiamo provato a tagliare per le strade interne della città ma comunque anche quelle sono a senso unico e non siamo riusciti a sbucare a monte di dove eravamo. Sarà comodo, sarà sicuro, sarà che i francesi hanno paura ad incrociare altre auto, ma a vedere tutte quelle macchine in coda ti viene proprio da chiederti quante sono lì per fare il giro (6km) perché non possono andare nella direzione opposta (1km). In generale comunque, escluse città e costa, il traffico è molto poco e si viaggia che è un piacere (Francia: 114 ab./km² Italia: 198,5 ab./km² di cui Lombardia: 406 ab./km²). Non abbiamo incontrato nessun cartello di controllo velocità, ma magari non c’è bisogno del cartello e la multa te la fanno lo stesso, e non abbiamo mai incrociato un’auto della gendarmerie. Quando passavamo sulla costa abbiamo incontrato dei dossi e li abbiamo trovati come in Italia, alcuni morbidi che è un piacere ed altri duri duri duri che ti devi quasi fermare. Ah ecco sì, una cosa che ci ha colpiti e un po’ mi manca: i semafori hanno tutti un piccolo indicatore (rosso,giallo,verde) riportato a metà del palo, così quando ci sei sotto non devi farti venire il torcicollo per vedere quando puoi ripartire. L’unica cosa su cui sono in disaccordo con la Daria e il Luca è l’interpretazione dei cartelli che abbiamo trovato attraversando il parco delle Cevennes. Era tutta in salita e anche se per loro significano “Strada del cuore” o roba del genere per me sono un’avvertimento: “Ciclista, podista, stai all’occhio che questa salita tira e magari ti becchi un infarto e ci rimani”!